"La grande notte disordinata e tiepida
che ci assale va ricevuta con un canto che tenga molto della sua essenza" (A.Mutis)
LXXVIII
Eternal sunshine of the spotless mind #6
Oggetto: Io e te
Cara Miriam,
Sto ancora scrivendo il romanzo di cui ti parlavo qualche tempo fa all’università. Nel frattempo ho cominciato a leggere il libro di Eggers che mi avevi consigliato. Ho dovuto interrompere dopo le prime trenta pagine perché mi sono sentito male. Io so che significa quello che lui dice, come sai. Cose del genere ti fanno capire quanto insignificanti siano certi stupidi battibecchi. Dobbiamo renderci conto che dobbiamo guadagnarci tutto il tempo possibile per essere felici. Me l’hai promesso, ricordi?
Io ho solamente bisogno di vivere la mia vita al tuo fianco. Vorrei che me lo permettessi.
Spero che il mio amore possa bastarti.
Si trovava ancora davanti alla farmacia del suo paese, in un viale pieno di alberi, sotto scrosci torrenziali di acqua piovana, nel pieno della notte, nel bel mezzo di un temporale, quando si girò di scatto percependo il rumore degli pneumatici solcare la strada bagnata. Riuscì a guardare attraverso i vetri dell’autovettura e a scorgervi un uomo e una donna. Lui era alla guida e lei parlava e sembrava felice. Ma passarono, senza lasciare traccia. Chissà quante cose lo avevano già fatto: quante cose se ne erano andate senza lasciare nemmeno un segno del loro passaggio; e chissà quante altre dovevano passare senza essere destinate ad esistere realmente.