"La grande notte disordinata e tiepida
che ci assale va ricevuta con un canto che tenga molto della sua essenza" (A.Mutis)
XXII
Sottovoce m'hai soffiato il collo ed è stato quasi un dolore:
hai i miei occhiali e li nascondi tra i capelli
Però tu ora non mi dormi più a fianco
e io non posso riperderli
perché sto tornando a casa, la macchina è di mio nonno
anche se non la guida da quattro anni
e non posso lasciarla da te -
non c'è mai posto
Non so nemmeno di cosa brilla l'insegna
ma la strada appare dritta
come tutto quello che viene dal mio passato -
non so cosa si spegne di lato
La radio denuncia capovolgimenti della morale
e un ragazzo parla della sua generazione
manco fosse un errore anagrafico:
diteglielo che è solo un bambino
e che i soldatini non vanno alla guerra per davvero
Vedo un distributore e penso di averti in pugno;
per un attimo - ed è l'unico - sono libero
Poi, all'improvviso, la notte s'accende
a sinistra: c'è un falò di banane di plastica
e ci ballano ancora attorno a quel fuoco
Le nuvole di fumo non hanno confini
e il vento non le sparecchia
(Sottovoce m'hai soffiato il collo ed è stato un dolore:
hai i miei occhiali e li nascondi tra i capelli).