"La grande notte disordinata e tiepida
che ci assale va ricevuta con un canto che tenga molto della sua essenza" (A.Mutis)
XLV
Perché nel prenderti la mano
ho esitato l'altro ieri,
avevi nella stanza un girasole
l'hai bevuto tra le ceneri.
Mi hai aspettato questa notte
alla luce dei lampioni,
io avevo uno stupido biglietto
tu la mia chitarra nel cassetto.
Ti ho aspettata questa notte
alla luce dei lampioni,
tu eri il ricordo della pioggia
io la terra che non schioda.
E avrei ancora da chiedere alla luna
dove il vento le fa strette,
ma le spade non tagliano l'acqua
e il cuore non ricresce.