"La grande notte disordinata e tiepida
che ci assale va ricevuta con un canto che tenga molto della sua essenza" (A.Mutis)
XLVII
"Che sarà quell'ombra in fondo al viale di casa mia"
IVANO FOSSATI
(9) Sono sempre stato eccessivamente critico nei confronti di me stesso. "Tutto quello che fai potresti farlo meglio" è il mio motto. Ammetto che, per un verso, si tratti di una grande fortuna: la voglia di migliorarsi e la necessità di dare sempre il massimo ne sarebbero una prova tangibile. Ma, d'altra parte, questo costante narcisismo della perfezione mi spinge verso la costante infelicità dell'inadeguatezza. Sempre traditore delle mie aspettative: e anche se certi risultati arrivano, li do per scontati, e non riesco a godermeli. Ecco: credo che se continuo così non mi godrò un bel cazzo della mia vita.
(10) Ero solo in casa. Ne ho approfittato e ho studiato finché ho potuto. Dopo aver chiuso con il terzo paragrafo della Piccola sociologia di Weber, mi sono alzato per abbassare le persiane. Sono andato in camera di mia madre e ho guardato per un attimo fuori dalla finestra. Era davvero buio, ma sui tetti delle case ancora baluginavano le piccole verità della notte. Il cielo d'inverno - mi sono detto - è davvero freddo, ma se lo guardi con attenzione, con tutte quelle luci, sembra che pianga.